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Short-Paper

Le potenzialità della stampa 3d per sostenere la complessità crescente delle attività didattiche dall’infanzia alla scuola superiore

Autore/i

Simonetta Leonardi, Antonella Gambacorta, Nada Pieri, Antonella Pezzera, Stefano Massaccesi e Alessandro Petrozzi, USR Umbria ed Équipe Formativa Umbria, Italia

Abstract

La stampante 3D è una tecnologia con grandi potenzialità di utilizzo per la didattica attiva basata sul making e sul tinkering. L’affermazione si basa sugli esiti del progetto formativo organizzato dall’USR Umbria in collaborazione con INDIRE che ha coinvolto 55 docenti della regione appartenenti al primo ciclo di istruzione. I docenti supportati dai ricercatori INDIRE hanno studiato i metodi Think – Make -Improve e IDeAL e hanno sperimentato nelle loro classi attività in cui la stampante 3D ha avuto il compito di reificare le idee progettuali e renderle manipolabili. I diversi usi sperimentati hanno dimostrato che, partendo dalla scuola dell’infanzia fino alla scuola secondaria, la stampante 3D è uno strumento che valorizza la creatività degli studenti e che insieme alla filosofia Maker è un alleato prezioso per chi vuole innovare la sua didattica. L’utilizzo della stampante 3D nella didattica non solo richiede un adeguato metodo ma anche un ambiente di apprendimento laboratoriale che consenta ad alunni e docenti di mettere in gioco tutta la loro creatività. L’ambiente laboratoriale e l’utilizzo della stampante 3D creano le condizioni adatte per promuovere il Problem Solving e la didattica attiva e inclusiva superando la trasmissività della lezione frontale. I docenti coinvolti nel corso di formazione hanno progettato attività didattiche che spaziano dallo storytelling allo studio degli animali, dal gaming alla progettazione di smart city, con complessità crescente di progettazione e realizzazione, adeguata al grado di scuola, all’età degli studenti e alle loro competenze pregresse.

Video presentazione

Keywords

stampa 3D, didattica attiva, errore, creatività, design, laboratorio.

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